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NUOVA DIRETTIVA EUROPEA CASE GREEN

NUOVA DIRETTIVA EUROPEA CASE GREEN

Con l’approvazione della nuova direttiva europea, è previsto che entro

il 1° gennaio 2030 gli immobili residenziali più inquinanti (classe G)

di tutti i Paesi europei dovranno essere riqualificati per raggiungere

la classe energetica E, salendo fino alla classe D entro il 1° gennaio

2033.

L’obiettivo dell’Europa è che gli edifici di nuova costruzione siano ad

emissione 0 entro il 2030, mentre gli edifici esistenti dovranno essere

riqualificati per raggiungere lo stesso obiettivo entro il 2050.

Questa direttiva sembrerebbe escludere:

> gli immobili di interesse storico;

> gli edifici vincolati dai Beni Culturali;

> le case abitate per meno di 4 mesi l’anno (le seconde case);

le case con una superficie inferiore a 50 mq.

Cosa succederà agli edifici che, allo scadere

del tempo, non saranno stati riqualificati?

Secondo la direttiva, le case che non avranno raggiunto la classe

energetica minima non saranno più né vendibili, né affittabili, con

possibili gravi conseguenze per il mercato italiano.

La realtà delle case in Italia

Partiamo da un concetto semplice e reale facilmente verificabile: le

abitazioni degli italiani sono perlopiù vecchie e inefficienti.

Infatti, secondo i dati Istat su un totale di 12,5 milioni di abitazioni

in Italia, il 57% delle case italiane sono state costruite prima del

1970, in un periodo in cui l’attenzione all’efficienza energetica era

praticamente nulla, l’importante era costruire.

Purtroppo nemmeno le abitazioni più recenti si salvano.

Le certificazioni energetiche realizzate tra il 2016 e il 2019 indicano

che l’88,4%delle abitazioni italiane sono al di sotto della classe D.

Quasi 9 case su 10 hanno una classe energetica medio-bassa e
non adeguata agli standard proposti dall’Unione Europea e dall’Italia.
Questo è dovuto a:
> infissi scadenti
> caldaie antiquate
> sistemi di riscaldamento ad energie fossili
> pareti, solai e tetti non isolati

E, come se non bastasse, tutto questo ha un costo per i proprietari: le
abitazioni con bassa efficienza energetica soffrono della “sindrome
del colabrodo”, ovvero non riescono a mantenere il caldo d’inverno
e il fresco d’estate, a causa della loro scarsa efficienza, quindi chi
vive in case poco efficienti finisce per pagare bollette più care
proprio perché la sua è un’abitazione che non riesce a mantenere la
temperatura desiderata.

Nel 2020, il governo Conte ha introdotto il Superbonus del 110%
per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici, ma
con la condizione che l’abitazione migliorasse di almeno due
classi energetiche.

Fino ad ora, il costo totale del bonus per lo Stat o è stato di ben
75,4 miliardi di euro, ma solo il 3,2% degli oltre 12 milioni di
edifici in Italia ha effettuato i lavori richiesti: meno di 100.000
nel 2021 e 260.000 nel 2022.

Ora che la direttiva è stata approvata, i proprietari devono trovare un modo
per riqualificare le proprie case in fretta facendo i conti con la scarsità di
risorse e i tempi che si prospettano molto, troppo lunghi.

Come aumentare la classe energetica

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